CONTRATTI NAZIONALI

La Confederazione ha aggiornato i 17 contratti nazionali.

Il contratto collettivo nazionale di lavoro (C.C.N.L.) è, nel diritto del lavoro italiano, un tipo di contratto di lavoro stipulato a livello nazionale tra le organizzazioni rappresentative dei lavoratori e le associazioni dei datori di lavoro. Disciplina i rapporti individuali di lavoro (parte normativa) e alcuni aspetti dei rapporti tra lavoratore e azienda (parte obbligatoria).

Il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL) custodisce la banca dati ufficiale e gestisce l’archivio elettronico di tutti i CCNL (correnti e passati).

Le finalità essenziali del contratto collettivo sono:

  • determinare il contenuto essenziale dei contratti individuali di lavoro in un certo settore (commercio, industria metalmeccanica, industria chimica, ecc.), sia dal punto di vista economico (retribuzione, trattamenti di anzianità) sia da quello normativo (disciplina dell’orario, qualifiche e mansioni, stabilità del rapporto, ecc.).
  • disciplinare i rapporti (relazioni industriali) tra i soggetti collettivi.

In Italia, la contrattazione collettiva si articola su diversi livelli: interconfederale (cui partecipa spesso anche lo Stato in funzione di mediatore nelle trattative tra le confederazioni dei lavoratori e quelle dei datori), di categoria, locale e aziendale.

I contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL), conclusi a livello di categoria, sono quelli di maggiore rilevanza pratica.

L’applicazione dei contratti nazionali è opportunità di vantaggi concreti per le imprese che li attuano.

Le Aziende hanno l’opportunità di aderire al contratto pertinente per la propria categoria di lavoratori.

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